Dom. Ago 18th, 2019

Il Ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede in via D’Amelio: “Se dopo 27 anni siamo ancora alla ricerca della verità vuol dire che lo Stato ha fallito”

Via D’amelio, 19 luglio 1992,  sono trascorsi ben 27 anni dalla strage , in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i suoi cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Ma cosa è cambiato in questi 27 anni?

Rabbia, Delusione, Amarezza. Lo sfogo di chi ha vissuto quei momenti. “Sono trentanni che combatto per la la verità!” ha detto Vincenzo Agostino al Ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede. “Dovete sciogliere i nodi dentro lo Stato” – continua Agostino il padre di Nino, il poliziotto assassinato il 5 agosto del 1989 insieme alla moglie Ida Castelluccio a Villagrazia di Carini –

“Se dopo 27 anni siamo ancora alla ricerca della verità vuol dire che lo Stato ha fallito. Credo, comunque, nel lavoro dei magistrati che stanno tentando di scoprire cosa accadde realmente in via d’Amelio”. Lo ha detto il ministro  Alfonso Bonafede  ai familiari delle vittime di mafia, in occasione della commemorazione in via D’Amelio

Sul Palco di questa 27° giornata commemorativa del 19 luglio, l’agente Antonio Vullo, oggi in pensione, l’unico sopravvissuto della strage di Via D’Amelio, e Luciano Traina fratello di Claudio, Agente Scelto della Polizia di Stato, ucciso nell’attentato.

servizio di Patrizia Gangi

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